Pollicino

Senza titolo-1
scena extra
DEFINITIVO 1 SLIDE
DEFINITIVO 2 SLIDE
DEFINITIVO 3 SLIDE
RETRO COPERTINA

Brief

La richiesta era realizzare una fiaba a nostro piacere con l’utilizzo di “forme base” poi riadattate.

In un villaggio, in un anno di forte miseria e carestia, un povero boscaiolo e sua moglie, non avendo più di che sfamare i loro sette piccoli figli, tutti maschi, decidono di abbandonarli nel bosco. Il più piccolo dei fratelli, Pollicino, un bambino davvero minuscolo, avendo udito per caso la conversazione dei genitori, si riempie le tasche di sassolini bianchi. Il giorno dopo, mentre i genitori conducono i figli nel bosco con la scusa di volersi far aiutare a tagliare legna, Pollicino lascia cadere i sassolini dietro di sé; seguendo questa traccia dopo che i genitori se ne sono andati, riesce a riportare sé stesso e i fratelli a casa, dove nel mentre il padre ha ricevuto del denaro dal signore del villaggio, con cui era in debito, e con tale denaro è riuscito a comprare del cibo: felice che i figli siano tornati, dà loro da mangiare a sazietà. Poco tempo dopo però i soldi e le provviste finiscono, la miseria torna e la situazione si ripete, ma questa volta Pollicino ha a disposizione, per segnare il sentiero, solo le briciole del pane che gli è stato dato dalla madre, che vengono mangiate dagli uccelli.

I sette fratellini, persi nel bosco, chiedono ospitalità a una casa, della quale Pollicino aveva visto la luce arrampicandosi su un albero. Ad aprire loro la porta è una donna dall’animo buono e gentile, che però li avverte che suo marito, che in quel momento non è in casa, è un malvagio Orco che mangia i bambini. Tuttavia li ospita e li nasconde, essendosi impietosita sentendo Pollicino dire che tanto sarebbero comunque morti di stenti nel bosco e allora tanto valeva essere mangiati dall’Orco.

Quando l’Orco rientra, sente un inconfondibile odore di “carne fresca”, scopre gli intrusi e vorrebbe ucciderli e mangiarseli subito, ma la moglie lo convince a farli fuori il giorno successivo per non sprecare la ricca cena che gli ha preparato.

In questo momento si viene a sapere che l’Orco ha sette figlie, sette orchette brutte e cattive quanto il padre, e Pollicino scopre che l’Orco ama così tanto le bambine da aver donato a ciascuna di loro una coroncina che portano sempre in testa, proprio come delle principesse. Nottetempo, Pollicino, ritenendo possibile che l’Orco cambi idea, si introduce nella camera delle orchette e scambia le loro corone con i berretti dei fratelli. Le cose vanno proprio come previsto: l’Orco, svegliatosi nella notte con l’intento di sgozzare i bambini per avere un lavoro in meno da fare il giorno dopo, armeggiando al buio, viene tratto in inganno dalla sostituzione delle coroncine con i berretti, quindi scambia i bambini per le proprie figlie e viceversa, finendo per decapitare le orchette.

Pollicino e i fratelli fuggono: l’Orco, infuriato, li insegue indossando un paio di stivali magici in suo possesso, gli stivali delle sette leghe, così chiamati per la distanza che riescono a coprire ad ogni passo. Anche questa volta, però, Pollicino dimostra tutta la sua furbizia: siccome gli stivali magici stancano molto chi li indossa, a un certo punto l’Orco crolla addormentato, e Pollicino riesce a rubargli gli stivali, che magicamente si adattano ai suoi piedi. Utilizzando gli stivali, Pollicino torna dalla moglie dell’orco in pochi passi e le racconta che l’Orco sarebbe stato rapito da una banda di briganti che esigono immediatamente un riscatto, sennò lo uccideranno. La donna, spaventata, gli dà tutto l’oro che possiede. Pollicino prende l’oro e insieme ai fratelli torna alla casa di famiglia. Grazie agli stivali Pollicino riesce a ottenere diversi incarichi dal re, per i quali riceve grandi compensi economici. Così, finalmente, la famiglia riesce a permettersi i lussi che permettono loro di vivere felici e contenti.

Leave a Reply

Your email address will not be published.