Storia

Il limerick è un breve componimento in rima tipicamente inglese, che al di là del divertente effetto di nonsense richiede invece il rispetto di regole metriche ben precise. Secondo l’Oxford English Dictionary, che è la mia bibbia nelle traduzioni delle favole raccolte da Andrew Lang delle quali mi occupo da un po’ di tempo, il limerick nascerebbe dall’usanza di declamare versi senza senso ai matrimoni, versi che nella maggior parte dei casi terminavano con la locuzione: “will you come to Limerick?” (verrai a Limerick?), riferendosi all’omonima cittadina irlandese. Non vi sono prove certe che questa definizione sia attendibile, le ipotesi sono varie e diverse, nessuna inconfutabile, a parte il fatto che queste composizioni nonsense erano conosciute con tale nome già nell’Ottocento e che Edward Lear, l’autore di questo libriccino, ne sia considerato l’inventore.

La struttura metrica, come vi dicevo, è rigida e fissa:
primo lungo verso (rima A) di descrizione del protagonista e della sua provenienza o di una sua caratteristica;
secondo verso lungo (rima A) che descrive una particolarità del personaggio;
terzo verso corto (rima B) con l’azione della breve storia;
quarto verso corto (rima B) con il prosieguo dell’azione del verso precedente;
quinto verso lungo (rima A) che ripete il primo verso e aggiunge un nuovo contributo alla stravaganza del protagonista o contiene la conclusione della storia.

A Book of Nonsense

Client: Edward Lear
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